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In margine all’incontro con don Saottini
Federico Ghillani

Il giudizio di don Saottini relativo al contesto attuale assolutamente non favorevole a trovare maggioranze disposte a modificare in meglio l’impostazione concordataria, che prevede la possibilità di non avvalersi, mi è parsa del tutto condivisibile; tanto più che la Corte Costituzionale ha da tempo chiarito che per chi non si avvale vige lo “stato di non obbligo” che rende comunque inutile ogni materia alternativa definita per legge che gli alunni non potrebbero comunque essere obbligati a frequentare.

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Un dialogo tra sordi?
Carla Mantelli

Don Daniele Saottini - incaricato CEI per l’IRC – un merito lo ha avuto: è stato chiaro. In un’ora e tre quarti di intervento all’ultimo incontro di formazione per IdR, ha ribadito alcuni concetti chiave. Primo. Tutto ciò che era stato deciso nel 1984 è valido. Le caratteristiche dell’IRC sono “assolutamente adeguate e attuali in una realtà che è completamente diversa”. La scelta, definita “profetica”, che è stata fatta 35 anni fa risulta ancora l’opzione migliore anche rispetto alle scelte di altri Paesi europei. Secondo. Quello che rende più o meno adeguato l’IRC è ciò che avviene in classe dove noi insegnanti dobbiamo essere capaci di evitare un insegnamento...

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Saggezza, compassione e... rabbia
Paola Ferrari

Sabato 16 marzo il monaco (buddhista tibetano) Ghesce Tenzin Tenphel , presso la scuola Frà Salimbene ci ha parlato di “Saggezza e compassione: conoscere il buddhismo”. La sua presenza affabile e rilassata ma nello stesso tempo profonda e incisiva, ci ha permesso di vedere nella sua persona gli effetti di ciò di cui parlava. La sua voce bassa, la sua risata solare emanavano serenità. Il monaco ha sostenuto che tutti possediamo la compassione ma la viviamo con intensità diverse. Senza Compassione nessuno potrebbe esistere: ogni individuo e in particolare, ogni bambino e ogni anziano non potrebbero vivere senza gentilezza e cure.

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Caro Papa ti scrivo
Carla Mantelli

Caro Papa ti scrivo per esprimerti innanzitutto la mia ammirazione per il coraggio con il quale stai conducendo la Chiesa per le strade della parresia e della misericordia. Ti scrivo però anche per un altro motivo visto che da poco abbiamo celebrato l’otto marzo: ultimamente hai dichiarato che “il femminismo è un machismo con la gonna”. Mi dispiace caro Francesco ma sono costretta a contraddirti. Mettere sullo stesso piano machismo/maschilismo da una parte e femminismo dall’altra come fossero fenomeni uguali e contrari costituisce una grave distorsione della realtà.

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Tanto io non cambio idea!
Carla Mantelli

Un argomento che tratto sempre nelle mie classi quinte si intitola “Cristiani ed Ebrei”. Spiego le caratteristiche dell’antigiudaismo cristiano che per secoli ha diffuso ostilità e organizzato discriminazioni ai danni del popolo di Israele. Sottolineo somiglianze e differenze rispetto all’antisemitismo nazista, dimostro come l’ideologia antigiudaica non abbia fondamento nel Nuovo Testamento, illustro la svolta compiuta con il Concilio Vaticano II che finalmente imposta un rapporto di stima, rispetto e amicizia nei confronti di coloro che Giovanni Paolo II chiamerà i “fratelli maggiori” dei cristiani. Quasi sempre nel corso delle lezioni qualche studentessa ripropone i classici stereotipi degli Ebrei “ricchi”

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