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Senza avarizia

Giuseppe Bizzi

Leggendo il libro del nostro collega Filippo Binini, “Pluralismo religioso a scuola: una proposta”, viene in mente la frase di un grande docente ed educatore, don Lorenzo Milani: “Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è politica. Sortirne da soli è avarizia” (“Lettera a una professoressa”). Qual è dunque il “problema comune” a molti docenti di religione al centro di questo volume appena pubblicato da Pazzini Editore? Il ruolo stesso della nostra disciplina e di chi la insegna

nell’attuale contesto religioso, sociale e scolastico.

La  prima parte del volume affronta la questione cogliendo i segnali di criticità rispetto all’impostazione uscita dal Concordato del 1984, anche attraverso un confronto con le altre esperienze europee.

Questi i principali temi: il pluralismo religioso in Italia e a scuola; la facoltatività della scelta e l’assenza della materia alternativa; i numeri in crescita di chi non si avvale della disciplina soprattutto in alcune zone d’Italia e in alcuni indirizzi di scuole superiori; la fragilità e le contraddizioni della figura dell’insegnante di religione “in comproprietà” tra Stato e Chiesa; l’eccessiva varietà dei programmi svolti dai docenti e l’atipicità della valutazione; la difficoltà di un lavoro interdisciplinare.

La trattazione è rigorosa e confortata da numeri e bibliografia. Ma per nulla fredda. Si coglie la credibilità dell’esperienza (Filippo insegna in un istituto professionale) e l’urgenza personale di cambiamento, molto probabilmente condivisa anche da altri docenti, considerando gli interventi che hanno accompagnato alcuni dei nostri ultimi incontri di formazione.

E qui dunque arriva il “sortirne tutti insieme” che motiva la seconda parte del libro. La proposta è quella di percorrere “dal basso” il necessario aggiornamento della disciplina rispetto alla proposta concordataria. Con fedeltà alle Linee guida, ma in un percorso che attui alcune attenzioni fondamentali.

L’autore propone a lettori e lettrici una vera e propria programmazione di cinque anni in un istituto professionale, con scansioni temporali, metodologie didattiche e consigli bibliografici. I titoli di ogni percorso annuale sono già significativi: Da dove veniamo? Che siamo? Dove andiamo?; Le religioni del Mediterraneo; Tra Oriente e Occidente; La stagione del cielo vuoto; L’età del pluralismo.

Ciascun docente potrà trovare molti spunti concreti, ma soprattutto lo stimolo a fare altrettanto: verificare ed eventualmente ripensare la propria programmazione alla luce delle proposte di Binini e delle scelte di fondo che le motivano. Sono infatti costanti alcuni elementi che provano a rispondere, nella concretezza della vita scolastica, alle criticità generali evidenziate nella prima parte del libro.

Il fatto cristiano è affrontato in relazione alle altre fedi, valorizzando anche le differenti esperienze dei ragazzi; la dinamica religiosa è colta soprattutto nei suoi aspetti antropologici, storici e sociali; si cercano spesso collegamenti interdisciplinari seguendo i programmi delle diverse materie; si propone un lavoro a progetti per coinvolgere anche gli studenti che non frequentano l’ora di religione.

Oltre che dell’esperienza sul campo, il libro è il frutto del Master in Dialogo interreligioso svolto dall’autore all’Istituto di Studi ecumenici San Bernardino di Venezia. A giudicare dal risultato, un’esperienza formativa nel senso più profondo di questo aggettivo: acquisire chiavi di lettura e contenuti per leggere e cambiare la realtà. Condividendo problemi e soluzioni, “senza avarizia".

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