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Tanto io non cambio idea!

Carla Mantelli

Un argomento che tratto sempre nelle mie classi quinte si intitola “Cristiani ed Ebrei”. Spiego le caratteristiche dell’antigiudaismo cristiano che per secoli ha diffuso ostilità e organizzato discriminazioni ai danni del popolo di Israele. Sottolineo somiglianze e differenze rispetto all’antisemitismo nazista, dimostro come l’ideologia antigiudaica non abbia fondamento nel Nuovo Testamento, illustro la svolta compiuta con il Concilio Vaticano II che finalmente imposta un rapporto di stima, rispetto e amicizia nei confronti di coloro che Giovanni Paolo II chiamerà i “fratelli maggiori” dei cristiani. Quasi sempre nel corso delle lezioni qualche studentessa ripropone i classici stereotipi degli Ebrei “ricchi”

 

e degli Ebrei “usurai” ma quest’anno è successo qualcosa di molto più grave. Tre ragazze di una classe hanno espresso la convinzione che siano gli Ebrei a “comandare il mondo perché il potere è tutto in mano loro”. Per rispondere alle mie domande circa le fonti delle loro convinzioni mi hanno fatto avere un video e un testo tratto dal sito del Vaticano. Quest’ultimo era una lunga e circostanziata analisi del fenomeno New Age nel quale mai si faceva riferimento agli Ebrei ma che, secondo le mie alunne, era un documento importante perché secondo le loro informazioni la New Age è una “invenzione ebraica” e “sono gli Ebrei che fanno parte della New Age”. Questa capacità di utilizzare testi stravolgendone radicalmente il significato mi ha impressionato molto ma allo stesso modo mi ha impressionato il video che ho dovuto visionare. Si tratta di un video chiaramente antisemita, costruito in prefetto stile nazista ma collocato negli anni Duemila. Si fa un elenco di Ebrei che in vari settori economici si sono macchiati di qualche reato, poi si passa a elencare ebrei che semplicemente ricoprono ruoli importanti in qualche settore della società accusandoli di essere troppo influenti, poi si passa a descrivere il popolo ebraico in quanto tale come un popolo dalla natura perversa che provoca la “degenerazione culturale” e “l’imbastardimento razziale”, un popolo ipocrita perché costringe il mondo a inchinarsi di fronte all’Olocausto facendosi passare per vittima quando invece è un popolo potente e subdolo, colpevole, tra l’altro, di diffondere e sostenere l’omosessualità.   Sinceramente non pensavo che studentesse al quinto anno del liceo delle Scienze Umane potessero sostenere tesi tanto sciocche quanto pericolose. Fortunatamente sono state le loro compagne a dimostrare sconcerto e totale disapprovazione, lasciando a me poco più che il compito di sintetizzare gli elementi essenziali usciti dal dibattito. Le ragazze antisemite hanno concluso con un netto “tanto io non cambio idea!”.

Devo dire che ho avvertito un grande senso di impotenza perché quando le persone non vogliono fare funzionare la ragione, la violenza è alle porte e non si sa come prevenirla. Capisco che sarebbe necessario attivare altri piani rispetto a quello razionale... ma quali? E come?

Sta di fatto che noi insegnanti dobbiamo tenete gli occhi bene aperti e, almeno, non far finta di niente d fronte a un pericolosissimo antisemitismo di ritorno.

Mi sembra interessante l’intervento di Gabriele Nissim su Avvenire di qualche giorno fa.

 

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