Essere un buon cittadino/cittadina può esprimere ciò che ci rende veramente umani….Parole di Josè Luis Moral

Molto interessante il tema affrontato in occasione del Convegno IRC di Roma: “Religione e Cittadinanza attiva”!!!!! Una sfida attuale per l’Irc sta proprio nel contribuire ad esprimere e valorizzare l’umano positivo attorno alla questione della cittadinanza, un’urgenza dettata dall’attualità ma anche un valore che catalizza l’attenzione della società civile e che chiama in causa le religioni.

 

Confesso che il mio interesse principale era poter ascoltare l’intervento di  Josè Luis Moral, che ha aperto il convegno con la relazione  intitolata «Rapporto tra IRC e cittadinanza attiva»,  in cui  ha posto la base epistemologica per affrontare la questione secondo un’aggiornata visione pedagogica. Prima di qualsiasi risposta Moral ha sottolineato la necessità di mettere a fuoco il problema del cambio epocale di paradigma in cui viviamo, che ancora non abbiamo metabolizzato, nel quale sono venute a cadere tutte le convizioni tradizionali sull’oggettività della nostra conoscenza condannandoci quindi all’interpretazione, per cui abbiamo bisogno di metodi affinché le nostre percezioni, idee, visioni del mondo siano il più possibili affidabili”.

Nella scuola soprattutto occorre una cultura epistemologica che ci aiuti ad occuparci di più di introdurre “nella conoscenza della conoscenza”, argomento intimamente legato alla questione della verità e  dell’errore e che comporta anche l’insegnamento delle incertezze e del dubbio.

Situando, poi,  l’insegnamento e  l’apprendimento della religione in un cosmopolitismo radicato che interpella il rapporto tra etica, politica e religione, che pone sotto verifica identità e appartenenze,  Moral  richiama la necessità di trovare un nuovo perno educativo che in questo momento storico sembra potersi individuare nella nozione di cittadinanza, la cui identità si concentra nella sintesi di giustizia ed appartenenza. «Educar-ci per diventare ciò che siamo» si può riassumere nell’esercizio dei valori della cittadinanza: essere un buon cittadino/cittadina può esprimere ciò che ci rende veramente umani, attraverso un processo educativo continuo, inserito nella vita, di crescita nelle relazioni quotidiane che ci sostengono e ci permettono di riconoscere la vita stessa. E in questo quadro la religione gioca un decisivo ruolo ermeneutico, prima ancora che etico e sociale: nascendo dagli aneliti, dalle ricerche, dalle angosce e dalle speranze del cuore umano l’esperienza religiosa propone un ”Progetto di esistenza” che interpreta in modo particolare la realtà comune a tutti e che suggerisce e promuove un  modo di vivere e di pensare  capace di liberare e coltivare sentimenti interni ed esterni intrecciati alla scoperta del senso della vita.

Avviandosi alla conclusione del suo intervento, Luis  Moral  ci ha “risvegliato” con forza all’impegno  di scommettere sulla intersolidarietà planetaria e di inserire l’umano in un nuovo  e grande racconto (che parte dalla nascita dell’universo, prosegue nella storia della vita e culmina nella storia umana) e di  far conoscere e testimoniare, nelle nostre società laiche, una religione proattiva ( e non reattiva) vissuta da credenti capaci di mostrare che hanno tra le mani qualcosa di realmente prezioso per la vita individuale e collettiva.