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C'è bisogno di scuola

Un gruppo di studenti, qualche insegnante, un genitore; questi gli attori-protagonisti della scuola, invitati a riflettere e confrontarsi su temi importanti come la partecipazione, l’alternanza scuola lavoro, le relazioni all’interno della scuola stessa. Il gruppo Msac di Parma ha organizzato nel pomeriggio di sabato 27 febbraio l’incontro “C’è bisogno di scuola”: lo stimolo è venuto principalmente dagli imminenti CIPS (Campi Interregionali Per Studenti), che si svolgeranno nella prima metà di marzo in tutta Italia. Ogni gruppo territoriale è chiamato a portare un contributo di idee, pensieri e percorsi sulla scuola com’è e soprattutto sulla scuola che vorremmo. A Parma ci siamo subito chiesti a chi rivolgere la domanda: ‘Tu che scuola vorresti?’

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Educare alla fiducia
Carla Mantelli

Credo che a molti di noi, la settimana dopo il 4 marzo, gli studenti abbiano chiesto di parlare dei risultati elettorali. Le elezioni erano generalmente molto sentite e questo è un dato positivo. L’interesse dei giovani probabilmente è stato determinato anche dalla presenza sulla scena politica del Movimento 5 Stelle che si presenta a loro con modalità e linguaggio nuovi e sicuramente accattivanti. 

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Valutazione e IRC
Carla Mantelli

Valutare che cosa, come, in quale contesto? Queste le domande che ci siamo posti come IdR al recente incontro di aggiornamento che ha coinvolto docenti delle secondarie di primo e secondo grado. Il contesto è stato descritto dall’introduzione svolta da Carla Mantelli e integrata dagli interventi successivi. L’elemento forse più rilevante è che la nostra valutazione esclude, per legge, voti ed esami. Questo è un elemento decisamente discriminante per molti aspetti ma, nello stesso tempo, è spesso vissuto come una grande opportunità per dare importanza alla relazione educativa piuttosto che alle prestazioni.

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Il Concilio Vaticano II tra rinnovamento e continuità
Donatella Vignali

Il Concilio Vaticano II è stato indetto da Giovanni XIII con un scopo preciso: rinnovare la Chiesa. Fino ad allora nella Chiesa si pensava infatti che fosse il mondo a sbagliare allontanandosi dalla religione, e si auspicava il ritorno ad un mitico Medio Evo un cui ancora la Chiesa fosse la detentrice della verità. In questo clima le concessioni fatte alla mentalità moderna erano viste come “ipotesi” temporanee che dovevano essere accettate solo a causa della nequizia dei tempi, solo per poter poi tornare a riaffermare le tesi sempre valide della Chiesa. 

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Trento e in "cattolicesimo moderno"
Donatella Vignali

Gabriella Zarri, docente di storia moderna all’Università di Firenze, ha parlato al Collegio San Carlo di Modena dei mutamenti sociali ed ecclesiastici più rilevanti prodotti dal Concilio di Trento. La sua Conferenza si può ascoltare su “you tube” e sul sito della Fondazione. Zarri ha esordito adottando per tale Concilio la definizione di “cattolicesimo moderno”, proposta dal gesuita John O’ Malley, dove il termine “moderno” metterebbe in rilievo la sua relazione con l’epoca e non andrebbe inteso nel senso di “progressivo”. 

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