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Il contributo della religione alla convivenza civile
Donatella Vignali

Ci si può domandare, in una prospettiva di laicità "positiva", cioè non escludente la religione alla maniera francese, quale possa essere il contributo della religione (e per riflesso dell'irc) alla convivenza civile di un Paese.La mente corre subito all'accoglienza degli immigrati, al welfare che la chiesa offre a suo modo ai poveri, spesso in supplenza dello Stato, al dialogo interreligioso. Ma, da un punto di vista più fondante, forse dovremmo riflettere sul contributo che il cristianesimo ha dato alla legittimazione dello stesso ordine civile.

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La "Buona Scuola" alla prova dei fatti
Carla Mantelli

Ormai l’anno scolastico sta arrivando al giro di boa del secondo quadrimestre e cominciano a vedersi i primi effetti della L.107/2015 detta “La Buona Scuola”. Provo a raccontare le novità che ho notato nella mia scuola e il giudizio che me ne sono fatta.  Uno dei primi impegni che il Collegio Docenti ha dovuto assolvere è stato quello di approvare il Rapporto di Autovalutazione in base al quale è stato poi approvato il piano di miglioramento. 

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La "questione gender"
Carla Mantelli

Qualche settimana fa, come Collegio IdR, abbiamo sentito l’esigenza di ritrovarci per approfondire una questione -  la questione del “gender” -   che ultimamente agita molto gli animi anche perché tocca qualcosa che coinvolge profondamente ogni persona: l’idea di maschile e di femminile, il senso della differenza sessuale, il significato di eterosessualità e omosessualità, il valore della famiglia e della genitorialità.

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SCUOLA, PRESEPI E LAICITA'
Vinicio Zanoletti

Le recenti polemiche sul significato da attribuire al linguaggio religioso nelle scuole pubbliche, la ormai nota vicenda di Rozzano ma non solo,  confermano ancora l’utilità di una riflessione nel merito. Per qualcuno essere laici significa tacitare ciò che si ritiene potrebbe invadere la libertà e identità  altrui, per altri laicità consiste nell’assicurare a tutte le espressioni culturali e religiose la possibilità di esprimersi all’interno di un perimetro, quello della Costituzione, al fine di arricchire l’intera comunità. Al riguardo pongo all’attenzione dei colleghi il contributo del dirigente scolastico Guido Campanini apparso su Vita Nuova dell’11/12/2015. In alcuni passaggi può risultare provocatorio ma lo ritengo molto utile per comprendere la via italiana alla laicità con puntuali riferimenti al dettato costituzionale.

Vinicio Zanoletti

  

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Il fanatismo religioso sulle ceneri della religione
Donatella Vignali

Ho trovato interessante, a proposito della situazione in Italia tra religioni e tra culture, un editoriale di Antonio Polito sul Corriere della sera intitolato "Se abbiamo paura di dire chi siamo". L'articolo si riferisce all'intervento di due giornalisti sull'Isis in una scuola di Milano: gli alunni islamici hanno contestato il diritto di parlare dell'islam da parte di chiunque non sia islamico, mentre gli alunni italiani si sono dimostrati incapaci di replicare, come se non ci fosse nulla da dichiarare in pubblico, essendo in qualche modo abituati a pensare che una verità religiosa, semplicemente, non si discute. Come se i principi della Costituzione, ad esempio, fossero acqua fresca.

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