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La "Buona Scuola" alla prova dei fatti

Carla Mantelli

Ormai l’anno scolastico sta arrivando al giro di boa del secondo quadrimestre e cominciano a vedersi i primi effetti della L.107/2015 detta “La Buona Scuola”. Provo a raccontare le novità che ho notato nella mia scuola e il giudizio che me ne sono fatta.  Uno dei primi impegni che il Collegio Docenti ha dovuto assolvere è stato quello di approvare il Rapporto di Autovalutazione in base al quale è stato poi approvato il piano di miglioramento. 

Nella mia scuola si è deciso di dare priorità a tre ambiti: miglioramento delle performance in matematica, educazione alla cittadinanza attiva, competenze linguistiche.

Coerentemente con queste scelte siamo poi stati chiamati a definire le aree disciplinari all’interno delle quali richiedere i docenti per il potenziamento dell’Organico e cioè per la realizzazione del famoso “Organico funzionale” di cui si parla ormai da diversi lustri. A me pare che questa sia una novità molto interessante e potenzialmente molto arricchente per le scuole. Purtroppo però non tutte le colleghe e i colleghi assegnati corrispondono alle aree richieste e questo ha creato malumori e disagi. Oltretutto queste assegnazioni non sono definitive quindi nel prossimo anno scolastico si ricomincerà daccapo e solo in quel momento, credo, si potrà fare una vera e propria programmazione triennale.

Molti si sono chiesti se noi IdR siamo a pieno titolo parte dell’Organico funzionale e la risposta, per il momento negativa, getta un' ulteriore ombra sulla configurazione giuridica della nostra disciplina. Ma su questo aspetto sarà pubblicato a breve un post dedicato.

Altra novità dirompente che però riguarda solo le secondarie di secondo grado è l’obbligo dell’Alternanza Scuola Lavoro per un minimo di 200 ore nel triennio. Un’idea bellissima dal mio punto di vista ancorché di difficile realizzazione.  Tutte le scuole si stanno dando da fare per trovare partners aziendali o di enti vari che possano collaborare ed accogliere studenti. Ma il mondo esterno alla scuola non è pronto a questa “invasione” e anche le scuole dovranno trovare il modo di coordinarsi pena la confusione totale e il fallimento dei progetti.

Un altro tema sul quale si è iniziato a discutere riguarda il Comitato di Valutazione docenti che, oltre ai compiti tradizionali, dovrà definire i criteri per il riconoscimento, da parte del Dirigente, dei docenti meritevoli e quindi destinatari di un premio in denaro. Io penso che sia giusto riconoscere che, come in tutti i luoghi di lavoro, c’è chi lavora meglio di altri. Tuttavia non credo sarà facile stabilire dei criteri condivisi per identificare chi effettivamente lo fa. Una bella idea uscita dal nostro Collegio è che il dirigente dovrebbe tenere conto della capacità dei docenti di lavorare in modo cooperativo per la realizzazione di progetti didattici interdisciplinari o comunque condivisi dal Consiglio di classe o dal dipartimento. Sarà interessante verificare se i rappresentanti dei genitori e degli studenti (questi ultimi presenti nel Comitato nelle secondarie di secondo grado) sapranno avanzare proposte originali.

L’ultima novità che voglio sottolineare, decisamente gradevole, è l’arrivo dei 500 euro per i bisogni formativi di noi docenti.

Direi che la legge 107, al netto della faticosa fase di transizione che stiamo vivendo quest’anno, ha voluto sostanzialmente fare una cosa: scommettere sull’autonomia delle istituzioni scolastiche che, grazie alle risorse umane, normative e finanziarie assegnate, dovranno mostrare una grande capacità progettuale sia sul piano delle idee che dell’organizzazione. Io lo considero un coraggioso atto di fiducia nel mondo della scuola. Speriamo di esserne all’altezza.

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