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Un finale in bellezza

Con la fine del mese di maggio ci siamo ritrovati per fare il punto su questo stranissimo anno scolastico. Però prima abbiamo festeggiato Maria Luisa Zavaroni (nella foto con Vinicio Zanoletti) che ha terminato la sua corsa nella scuola conquistandosi la meritata pensione. E non dimentichiamo nemmeno Enrico Bellè, nostro collega da poco tempo, appena diventato presbitero della nostra Diocesi. Insomma, perdiamo una suora ma guadagniamo un prete!

La riflessione sull’anno scolastico è iniziata il 24 maggio con le colleghe della primaria che hanno incontrato la dott.ssa Cecilia Rizzi, psicologa e psicoterapeuta famigliare. Cecilia ha presentato l’impatto del Covid su bambini e bambine e le conseguenze più rilevanti sulla loro vita, sulle loro relazioni e sulla loro crescita. Ha fornito poi alcune domande per lavorare nei gruppi che hanno riflettuto sui cambiamenti metodologici che sono stati necessari quest' anno, sulle criticità e le possibili nuove strade che si sono aperte in questo nuovo modo di fare scuola. È emerso come noi docenti siamo chiamati più che mai a lavorare sulle relazioni, sull' ascolto attivo, sulla resilienza, mantenendo forte la speranza in una situazione così difficile, trovando soluzioni creative e lavorando sulla consapevolezza di sé e dell’altro. IdR di secondarie di primo e secondo grado si sono invece ritrovati il 28 maggio per un confronto con il dott. Silvano Zucchi, anch’egli psicologo e psicoterapeuta che lavora nelle scuole a contatto con il mondo adolescenziale. Zucchi ha descritto in modo molto articolato il nuovo contesto sociale e culturale in cui viviamo e il ruolo che giocano le emozioni. La pandemia ci ha sbattuto in faccia la nostra fragilità e dobbiamo accettarla, così come dobbiamo accettare la paura e il dolore che l’accompagnano. La caratteristica attuale della fragilità adolescenziale è che è di tipo narcisistico: noi adulti li abbiamo vezzeggiati e lodati per tutta l’infanzia e il passaggio all’adolescenza può essere segnato dal senso di fallimento, di inadeguatezza, di delusione. La rabbia che una volta veniva rivolta verso gli adulti, o verso le regole o verso le istituzioni, oggi viene rivolta contro se stessi per esempio con l’uso di sostanze o atti di autolesionismo. Le/gli adolescenti appaiono molto più docili di un tempo ma in realtà possono covare una forte sofferenza. Essere adulti autentici, capaci di ascolto, speranza, capaci di accompagnare e responsabilizzare, questo il nostro compito. Insomma, con queste iniezioni di pensiero e di consapevolezza ci siamo preparati per affrontare al meglio le ultime settimane dell’anno scolastico: buon tempo di scrutini a tutti!