Loading color scheme

Come parliamo della Chiesa

Carla Mantelli

Immagino di non essere l’unica a utilizzare spesso, durante le lezioni di Religione, la parola “Chiesa”. Ma è una parola che dovremmo probabilmente usare con particolare attenzione. Che cosa intendiamo, infatti, quando parliamo di Chiesa? Le comunità dei credenti in Cristo? La gerarchia ecclesiastica? La Chiesa cattolica? Dobbiamo prestare grande attenzione ai vari significati che attribuiamo a questo termine cercando di evitare almeno due errori che a mio parere sono piuttosto frequenti:

  1. identificare la Chiesa con la gerarchia ecclesiastica
  2. identificare la Chiesa con la Chiesa cattolica

Nel primo caso per esempio ci può capitare di scegliere espressioni del tipo “la chiesa e i giovani”, “la Chiesa e le donne”, “la Chiesa e la famiglia”... Sono espressioni che veicolano l’idea che i giovani, le donne, la famiglia, siano soggetti con i quali un altro soggetto, appunto “la Chiesa”, si rapporta. Ma è giusto? I giovani, le donne, le famiglie... non sono forse parte della Chiesa? In questo caso c’è chiaramente una sovrapposizione tra la realtà della Chiesa come comunità dei credenti in Cristo e il soggetto “gerarchia ecclesiastica” che, effettivamente, non comprende giovani, donne e famiglie. È un errore da non fare, per non far passare il messaggio che la Chiesa sia una sua piccola, pur molto influente, parte, costituita dai ministri ordinati. E che ciò che la Chiesa dice, testimonia, comunica, sia l’insieme dei documenti e dei pronunciamenti magisteriali. Purtroppo, i libri di testo (quelli di religione ma anche quelli di storia) non aiutano. Quante volte, per esempio, abbiamo letto pagine o libri interi che annunciavano un’analisi del comportamento della Chiesa durante i totalitarismi e vi abbiamo trovato descritto il comportamento dei papi!   

Anche nel secondo caso i testi scolastici non aiutano, e men che meno quelli di religione, perché molto spesso non si riconosce la parzialità della Chiesa cattolica nel più vasto panorama delle Chiese cristiane ma se ne parla come “LA” Chiesa, mentre le altre sono la Chiesa ortodossa, la Chiesa anglicana, le Chiese protestanti, sempre definite in modo specifico. Credo che, dopo il Concilio Vaticano II e qualche decennio di impegno ecumenico, ripreso con grande forza dal Vescovo di Roma, sarebbe corretto anche da parte di noi IdR veicolare il messaggio di una Chiesa che nessuna Chiesa incarna in modo completo e perfetto. E che la Chiesa cattolica, pur essendo quella a cui noi apparteniamo e che amiamo con paziente tenerezza, è una Chiesa in mezzo alle altre Chiese dalle quali ha tanto da imparare e alle quali ha tanto da dare nel comune cammino di fedeltà al Vangelo.   

In conclusione, cerchiamo di distinguere la Chiesa cattolica dai suoi pastori e non identifichiamo la Chiesa con la Chiesa Cattolica. Le nostre studentesse e i nostri studenti saranno aiutati a percepire più chiaramente la complessità e la ricchezza della grande famiglia delle discepole e dei discepoli di Gesù.

Lascia i tuoi commenti

Commenti

  • Nessun commento trovato