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Ancora sui libri di testo

Carla Mantelli

Da moltissimi anni io non adotto manuali scolastici di Religione. Non mi servono. Però anche quest’anno alcune case editrici me ne hanno forniti e ho dato un’occhiata. Mi ha colpito particolarmente il testo di Andrea Porcarelli e Nicoletta Marotti “Come un vento leggero” (ed. SEI).  Cinquecento pagine che raccontano un mondo di uomini visto dal punto di vista degli uomini, in cui decine e decine di uomini vengono citati come pensatori, artisti, biblisti, teologi, scienziati, letterati, eretici, leader religiosi, re e imperatori...

 

Un mondo in cui le donne sono presenze assolutamente sporadiche, spesso messe tra parentesi.

Il mondo di Gesù non fa differenza. Gesù era attorniato dagli apostoli, si rivolgeva ai suoi discepoli. Nemmeno l’apostola Maria di Magdala viene nominata. Nemmeno una discepola, delle molte che seguivano Gesù.

Pensavo che chi scrive testi di Religione sapesse che Gesù era seguito dai Dodici e da molte donne tra cui Maria di Magdala, Giovanna, Susanna (Luca 8,1-3).

Pensavo che sapesse che il Risorto è apparso a Maria di Magdala e ad altre donne e che loro sono state le prime apostole della Resurrezione e che le prime comunità cristiane dopo la Pasqua si reggevano su uomini e donne (Romani 16,1-16)

Pensavo che conoscesse le martiri oltre ai martiri, le madri del deserto oltre ai padri del deserto...

Mi illudevo che fosse ormai patrimonio comune anche “l’esegesi del silenzio” il cui principio è molto semplice: tutte le volte che i vangeli non parlano delle donne, non è detto che le donne non ci siano. Ce lo insegna Matteo, che quando racconta della moltiplicazione dei pani e dei pesci scrive: “C’erano circa 5000 uomini senza contare le donne e i bambini” (Mt. 14,21) mentre Marco si accontenta di dire: “C’erano circa 5000 uomini” (Mc.6,44). Le donne c’erano ma per Marco (e, spesso, anche per altri autori biblici) non era necessario nominarle.

Evidentemente anche per l’autore e l’autrice di questo testo non è necessario nominare le donne. Forse pensano: anche se le nostre studentesse, vedono solo maschi nel mondo, non dovrebbero farci caso...tanto sono abituate a essere sottintese. Sottintese accanto a Gesù, sottintese, o al massimo oggetto di sguardo maschile, nell’arte e nella cultura, sottintese nel linguaggio che usa ossessivamente la parola “uomo” per parlare (ma a questo punto viene il dubbio...) sia di donne che di uomini.

Donne sottintese. Uomini ipertrofici: ci sono solo loro, pensano e parlano solo loro.

Per molti altri aspetti questo testo mi è parso inadeguato ma non voglio infierire. Mi chiedo solo come abbia ottenuto l’imprimatur ecclesiastico.

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