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Eva e Adamo. Leggere il mito

Carla Mantelli

Adamo ed Eva: un mito che parte dai racconti biblici ma che li supera diventando qualcosa di autonomo ed estremamente radicato nella cultura e nell’immaginario, non solo religioso, di moltissime persone. Adamo il primo, Eva la derivata. Adamo il dominatore, Eva la sottomessa. Adamo l’ingannato, Eva l’ingannatrice. Adamo il protagonista. Eva il supporto. Potremo mai liberarci da questo immaginario costruito da una cultura androcentrica e patriarcale?

 

Ci prova il libro curato da Paola Cavallari “Non sono la costola di nessuno. Letture sul peccato di Eva”, [i]  contenente saggi di diverse autrici e autori di sicura competenza.

C’è un primo passo da fare ed è quello di liberarci dalle traduzioni e dalle interpretazioni ideologiche che tanto hanno condizionato il pensiero religioso (e non solo) e anche la vita concreta delle persone. Nella Genesi non c’è scritto che la donna è “un aiuto simile” all’uomo ma che “Dio vuole fare un aiuto di fronte all’adam”. E il termine “aiuto” non significa “serva” ma si riferisce a chi è più forte e quindi in grado di dare sostegno.  La stessa parola nella Bibbia è usata per parlare di Dio che è aiuto per noi. E non è vero che si parla di una donna colpevole e di un uomo innocente e traviato (come se Eva fosse divenuta improvvisamente potentissima) ma di una donna e di un uomo che mangiano del frutto di cui Dio aveva detto: “Non ne dovete mangiare”.

Ma questa operazione di pulizia non basta. Come ha ben spiegato in un recente incontro di presentazione, la biblista e pastora battista Lidia Maggi, una delle autrici del testo, bisogna fare qualche altro passo. 

Ormai siamo tutti consapevoli che i primi capitoli della Genesi non raccontano fatti storici ma miti che non sono così semplici da interpretare. Quello che forse non è ancora chiaro a tutti è che questi racconti che utilizzano il linguaggio del mito non vogliono parlare delle origini, dell’inizio cronologico dell’universo, ma vogliono parlare dell’oggi. Questi miti vogliono descrivere il sogno che Dio ha sull’umanità e l’incapacità umana di realizzare questo sogno. In fondo i testi ci dicono: Dio vuole per noi la felicità, l’incontro delle differenze, la terra coltivata e custodita come un giardino. Ma noi non ci fidiamo del suo invito e trasformiamo l’incontro in dominio, la custodia in sfruttamento, la felicità in dolore. I primi capitoli della Genesi fotografano la condizione umana tra il paradiso a cui Dio, oggi e sempre, la chiama e la valle di lacrime che, oggi e sempre, attraversa.

Ma non basta ancora. Non bisogna cadere nella trappola di pensare che esista una sola interpretazione giusta di questi testi. Esistono certamente interpretazioni sbagliate basate su traduzioni tendenziose e su pregiudizi sessisti solidissimi ma bisogna moltiplicare le interpretazioni, mai pensare di avere raggiunto finalmente quella giusta. Troppo complessi e ricchi di simboli questi testi per essere chiusi in una sola lettura. La Bibbia ci costringe ad assumere diversi punti di vista “così possiamo far sentire alle persone che c’è molto ancora da attingere a quella sorgente” ha detto Lidia Maggi.

Certo, non sarà grazie a una lettura più attenta della Genesi che potremo aspettarci un miglioramento dei rapporti tra i sessi nelle chiese (in alcune delle quali possiamo parlare di vere e proprie strutture di peccato sessista) e tanto meno nella società. Ma se liberiamo i miti biblici dalle gabbie in cui sono stati rinchiusi, se ne smascheriamo la banalizzazione, potremo contribuire almeno un po’ a liberare le donne ma anche gli uomini dalle rispettive gabbie di stereotipi e modelli disumani in cui loro stessi sono stati imprigionati.

Anche questo è un passo indispensabile per costruire quella civiltà dell’amore che passa attraverso la fratellanza, o meglio la “frasororità”

Non ci resta che leggere il libro!

Carla Mantelli

[1] Paola Cavallari, Cavallari “Non sono la costola di nessuno. Letture sul peccato di Eva”, Gabrielli editori. Saggi di Giampaolo Anderlini, Carlo Bolpin, Lidia Maggi, Paolo Ricca, Brunetto Salvarani, Letizia Tomassone.

 

[i] Paola Cavallari, Cavallari “Non sono la costola di nessuno. Letture sul peccato di Eva”, Gabrielli editori. Saggi di Giampaolo Anderlini, Carlo Bolpin, Lidia Maggi, Paolo Ricca, Brunetto Salvarani, Letizia Tomassone.

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