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Fede e omosessualità. Quale didattica?

Carla Mantelli

 

Gli ultimi due Sinodi dei Vescovi, le recenti dichiarazioni di Papa Francesco e il dibattito sul DdL Zan contro l'omotransfobia, hanno fatto riemergere il confronto, in corso ormai da tempo tra i cattolici, sul corretto approccio pastorale riguardo alle persone omosessuali. Nelle nostre classi il tema emerge abbastanza spesso e così qualche giorno fa è stato organizzato un interessante incontro (rigorosamente online) rivolto in modo particolare a insegnanti di religione, per capire se sulla questione qualcosa è davvero cambiato e cosa è eventualmente cambiato.  

 

La conversazione è stata introdotta da Luciano Moia, giornalista di Avvenire, caporedattore dell'inserto mensile «Noi, famiglia & vita» e autore del libro «Chiesa e omosessualità. Un'inchiesta alla luce del magistero di papa Francesco» (Edizioni San Paolo). Si sono susseguiti poi alcuni interventi tra cui quello di Mara Grassi,  mamma di quattro figli di cui uno omosessuale che, in qualità di vicepresidente della «Tenda di Gionata», nel settembre scorso, ha incontrato papa Francesco. Ha infine preso la parola Francesco Gagliardi che, in qualità di coordinatore del «Gruppo giovani del Guado» di Milano, è impegnato nell'accoglienza dei giovani omosessuali credenti in un percorso in cui l'approfondimento del rapporto tra fede e omosessualità si apre al confronto e all'ascolto dei pastori della Chiesa. L’incontro è stato moderato dal nostro collega Pasquale Nascenti.

Sul piano strettamente didattico in realtà non è stato detto molto se non l’invito ad accogliere con atteggiamento di ascolto tutte le domande e anche le provocazioni che le nostre studentesse e i nostri studenti ci rivolgono sul tema omosessualità. Toccanti però sono state le testimonianze portate, soprattutto perché hanno mostrato quanta fatica si fa ancora nella chiesa cattolica (e non si intende solo la gerarchia) ad accettare persone considerate fino a non molto tempo fa come affette da una qualche anomalia fisica e/o psicologica e/o morale.

Le parole di Luciano Moia in questo senso hanno cercato di rassicurare sottolineando che il magistero della chiesa cattolica, da sempre e su tanti temi, è in evoluzione e che sta crescendo una consapevolezza nuova sulla vera natura dell’orientamento sessuale come qualcosa che non si sceglie e che va comunque rispettato.  Ciò che si può scegliere è di vivere la propria condizione nella reciproca accoglienza e crescendo nella capacità di amare.

Per chi volesse approfondire questioni legate al “mondo” lgbtq da un punto di vista cristiano, può visitare il ricchissimo portale su fede e omosessualità  www.gionata.org   

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