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Educazione Civica. Sarà la volta buona?

Carla Mantelli

Con qualche altra collega di Religione (e molte altre di altre discipline) ho appena finito di frequentare un corso di aggiornamento sulla nuova disciplina denominata  “Educazione Civica” che entrerà nel curricolo di ogni ordine e grado di scuola a partire dal prossimo settembre. E’ stata istituita con la legge 20 agosto 2019 n.92 votata dal Parlamento all’unanimità. E questa è già una notizia oltre che un ottimo auspicio per la buona riuscita del progetto. Per ciascun anno scolastico le si dovranno dedicare 33 ore da svolgersi

 

in modo trasversale alle altre materie quindi essa avrà un orario ma non un insegnante dedicato e nemmeno un’ora in più rispetto agli attuali orari di ciascuna scuola. Avrà però un voto e questo renderà molto difficile ignorarne la presenza come già successo in passato quando era abbinata alla Storia o si chiamava Cittadinanza e Costituzione.

Il fatto che la legge istitutiva sia stata approvata all’unanimità è una bella cosa ma comporta anche una certa vastità di contenuti e di obbiettivi in cui non è facilissimo districarsi: si va dalla Costituzione all’Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile, dal diritto del lavoro alla cittadinanza digitale, dalle eccellenze territoriali e agroalimentari al contrasto alle mafie, dal volontariato all’educazione stradale, alla protezione civile e perfino alla storia della bandiera...

Credo comunque si tratti di un’occasione da cogliere per rendere più concreto e stringente lo sforzo di formare cittadine e cittadini responsabili e non solo persone erudite.

Sarà necessario – soprattutto nei percorsi scolastici in cui è assente la disciplina Diritto -  mettere a sistema, “in sequenza logica” tutte le tematiche attinenti all’Educazione Civica che già sono presenti nei curricoli facendo sì che non ci si fermi alla trattazione di argomenti ma si progettino esperienze, attività, compiti di realtà e quindi si promuovano effettive competenze di cittadinanza.

Sarà importante che si costruisca un effettivo curricolo di Educazione Civica a cui ogni insegnante darà un contributo di idee e di ore e che il/la docente che in ogni classe coordinerà dovrà promuovere e monitorare anche perché dovrà poi proporre il famoso voto in sede di scrutinio.

Può darsi che noi idr avendo appena frequentato il Corso sulla Laudato sì, possiamo essere propositivi per quel che riguarda percorsi sulla sostenibilità. Ma non solo! Molti degli argomenti che trattiamo nell’IRC hanno a che fare con la cittadinanza attiva quindi possiamo assumerci la responsabilità di avanzare proposte e vigilare affinché questa piccola innovazione introdotta risulti davvero formativa per le nostre studentesse e i nostri studenti.  

E potrebbe anche essere l’occasione perché anche noi docenti miglioriamo il nostro senso civico, per esempio spegnendo le luci quando usciamo da una classe ormai vuota, non buttando il bicchierino del caffè nel cestino del residuo, limitando il numero di fotocopie ed evitando di abbandonare decine e decine di libri di testo inutilizzati in giro per la scuola.  Ma anche eliminando i messaggi di sfiducia generalizzata verso il tempo che viviamo, la politica, le istituzioni, le innovazioni tecnologiche e i social media... Educazione Civica significa anche educazione all’ impegno costruttivo nella società che ci può essere solo se c’è fiducia negli altri, simpatia per il nostro tempo e speranza nel futuro.

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