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Carla Mantelli

Francesco ha istituito una nuova Commissione per studiare la questione del diaconato femminile. Sarò schietta: che negli anni 2000 ci si debba ancora chiedere se le donne possono o non possono esercitare un ministero ecclesiale lo considero sconcertante. Sia sul piano della fede che sul piano della ragione. Il comportamento e l’insegnamento di Gesù non credo possano giustificare alcuna differenza di questo tipo tra donne e uomini. Tanto meno la ragione umana.  Ma prendiamo in esame lo scopo della Commissione: “vedere come esisteva nella chiesa primitiva il diaconato permanente”. Cioè: c’erano o non c’erano le diacone?

 

Ecco, io penso che farsi questa domanda serva veramente a poco.

Gli studi sul tema del diaconato abbondano, il Papa ha già a disposizione tutti gli elementi per farsi un’idea. Ma il punto non è questo.

Per istituire i ministeri del Lettorato e dell’Accolitato (novità dell’inizio degli anni Settanta, peraltro riservati inspiegabilmente agli uomini pure questi) ci si è chiesti se erano già presenti in quella forma nella comunità cristiana degli albori?

Sono state create commissioni di teologi per accettare che anche i Gentili potessero succedere ai Dodici che erano tutti maschi ma erano anche tutti Ebrei?

Prima di istituire lo Stato del Vaticano ci si è chiesti se nella Chiesa primitiva ci fosse qualcosa di simile?

Si potrebbero fare molti altri esempi per dimostrare che la gerarchia ecclesiastica ha sempre compiuto scelte, più meno condivisibili, cercando di capire cosa fosse giusto in quel momento.

E infatti rispettare la Tradizione non consiste in un’operazione di archeologia ecclesiale ma nel chiedersi che cosa farebbe Gesù oggi. E' questa la domanda che dovrebbe porsi la Commissione. E non penso che sarebbe facile rispondere che Gesù vorrebbe una Chiesa patriarcale in cui l’autorità, e perfino uno dei sette sacramenti, sono riservati ai maschi. 

A scuola parlo spesso di Gesù e delle persone che lo seguivano e che sono state inviate ad annunciare la Resurrezione, fossero donne o uomini. "Allora perché le donne non possono dire Messa?" mi chiedono inesorabilmente.

A volte mi manca il coraggio di dire che non possono nemmeno essere formalmente riconociute  come Lettrici della Parola. Visto che sono le donne che in maggioranza proclamano la Parola durante le liturgie...sarebbe davvero arduo spiegare anche questo.

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Commenti

  • Ospite

    Cari ex colleghi,
    sono Donatella Vignali, e vi scrivo dopo aver letto il sacrosanto articolo di Carla, per dirvi l'impressione che fa l'istituzione di tale commissione vista "dall'esterno".
    Mi ricordo che, in uno degli ultimi incontri di aggiornamento, don Matteo Visioli l'aveva citata come esempio della considerazione che la Chiesa ha della "questione femminile" (chiamiamola così!). Mi era sembrata un'ottica molto auto-referenziale. Ma d'altronde, aveva osservato poi don Matteo, la questione dell'ordine sacro per le donne riguarda solo una sensibilità "di nicchia". Lui e l'altro relatore, un autorevole teologo, avevano assicurato un'assemblea festante che le riforme della chiesa erano in atto; noi forse non le avremmo mai viste, ma ci dovevamo fidare.
    Adesso, da fuori, mi viene da pensare: "Ma perché, intanto che ci siamo, non istituiamo una bella commissione per decidere se gli indios dispongono anche loro di un'anima?".

  • Ospite

    Ciao Carla. Condivo ogni parola. Grazie! Filippo Binini