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Gli occhiali giusti

Da pochi mesi è uscito, per iniziativa della Società Italiana delle Storiche,  un libro interessante che si intitola “I secoli delle donne. Fonti e materiali per la didattica della storia”  (ed. Biblink). Come affermano le curatrici nell’introduzione, l’auspicio è che il testo possa diventare “uno strumento utile al superamento di quella sottorappresentazione della realtà femminile che i canoni scolastici perpetuano nei vari ambiti, veicolando una conoscenza del mondo filtrata da uno sguardo apparentemente neutro ma che produce una storia nella quale il mondo femminile è sostanzialmente assente”.

 

Semplificando si potrebbe dire che la scuola, in gran parte, presenta ancora una descrizione della realtà, compresa quella religiosa, elaborata da uomini che parlano di se stessi. Le donne costituiscono una eccezione a cui vengono dedicati appositi paragrafetti. L’eccezione che conferma la regola, appunto. Si tratta invece di leggere la storia (anche quella religiosa) inforcando gli “occhiali di genere” grazie alle cui lenti si può finalmente vedere dove stanno le donne e dove stanno gli uomini in un dato contesto, quali relazioni ci sono tra di loro e quanto le idee sul maschile e sul femminile hanno condizionato l’evolversi dell’umanità in tutti i suoi aspetti (di solito a svantaggio delle donne).

Senza questi "occhiali" buona parte della realtà ci resta nascosta come quando, a causa di una forte presbiopia,  leggiamo un giornale e riusciamo a malapena a vedere “le figure” e solo quelle più grandi.

Il volume è strutturato in una prima parte che illustra alcune parole chiave e una seconda parte (ricchissima) di fonti corredata da ampia bibliografia.

Tra le parole chiave vi è anche il paragrafo “Cristianesimo” redatto dalla storica e nostra concittadina Rita Torti che è riuscita a condensare magnificamente in poche pagine la complessa questione di una lettura di genere della nostra religione. Della stessa autrice ricordiamo anche “Mamma perché Dio è maschio?” (ed. EFFATA) che tra l’altro presenta una interessante analisi dei testi di Religione Cattolica per la scuola primaria.

Anche noi IdR infatti dobbiamo sempre più attrezzarci per essere in grado di leggere il cristianesimo con gli "occhiali giusti". Almeno accorgendoci dei silenzi più gravi che a volte, anche nei volumi che adottiamo, sono presenti.

Desidero proporre un solo esempio. In un testo di Religione Cattolica attualmente in adozione in alcune scuole secondarie di secondo grado si parla delle apparizioni di Gesù Risorto senza mai menzionare Maria di Magdala nè le altre donne che per prime lo hanno visto e sono state inviate come Apostole agli altri discepoli. I Vangeli sono molto chiari su questo e, specialmente Giovanni, ci offre pagine commoventi e indimenticabili dell’incontro di Maria di Magdala con il Risorto. Ma il volume in questione cita solo 1Corinti 15, 1-8 in cui Paolo afferma che Gesù è risorto il terzo giorno secondo le Scritture e “apparve a Cefa quindi ai Dodici”.   

Questa assolutizzazione della presenza maschile di fronte al Risorto è frutto di una lettura superficiale e scorretta del Nuovo Testamento e comunica un’idea sbagliata di Gesù e della Chiesa. Vi pare poco?

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