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Grazie Isabella

Paola Marchi e Meri Viappiani

Sabato 27 aprile si è spenta, all’ospedale di Vaio, Isabella Paris, docente di religione all’Istituto Comprensivo di Fontanellato, moglie di Stefano, madre di Pietro e Giacomo, collega e amica di molti di noi. Grande è il vuoto che lascia, pari solo alla pienezza di vita che ha irradiato nel tempo in cui è stata fra noi. Acuta e mai banale, ironica e autoironica, sempre solare e gentile, Isabella interrogava incessantemente il mondo, la vita, se stessa. Alle contraddizioni e ai limiti che in questa sua indagine incontrava, Isabella rispondeva con la fede e con la creatività. Sapeva dare senso alle cose, Isabella. Per questo era bello incontrarla e parlare con lei.

 

La dimensione della sua vita ero lo stupore, uno stupore gioioso, celebrante, entusiasta, colorato. “Incasinato!”, commenterebbe lei. E generosamente questo stupore, che era nella sua fede, nella sua creatività, nell’amore per la sua famiglia, per la scuola e per la cultura, lo condivideva, in uno sforzo instancabile di comunicazione. Adorava infatti le parole, quelle della conversazione quotidiana e quelle dei libri, delle canzoni, della poesia, della Bibbia. In passato aveva collaborato con il settimanale diocesano Vita Nuova e con trasmissioni radiofoniche; recentemente aveva scritto un libro di filastrocche e organizzato laboratori di lettura per i bambini in ospedale. Conserveremo caramente il ricordo della sua voce squillante, dei suoi occhi azzurri e del suo amore per la vita.      Paola Marchi

Resterai nella nostra memoria come la donna della gioia e del dono. Dal giorno in cui ti abbiamo salutato ti è stato affidato il merito di aver fatto della tua vita un rendimento di grazie. Hai creato ponti, amicizie, arcobaleni, braccialetti, coperte, libri e sorrisi su volti tristi...Einstein diceva che la creatività non è altro che una mente intelligente che si diverte, tu ti sei divertita tantissimo…È evidente che nulla sarà mai abbastanza per descrivere la luce e la serenità che esprimeva la tua persona, ma mi auguro che queste parole possano imprimere il tuo ricordo, per sempre, nei nostri cuori.       Meri Viappiani

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