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Anime come pacchi postali

Carla Mantelli

In questi giorni stiamo assistendo a scelte compiute dal nostro Governo che nella Chiesa Cattolica suscitano molte reazioni critiche. Mi riferisco al famoso “Decreto sicurezza” e alle conseguenze che sta avendo sia sulle persone giunte in Italia sui barconi della morte, sia sulle persone che operano negli Enti e nelle strutture di accoglienza e che da un giorno all’altro rischiano di trovarsi senza lavoro e senza reddito.

 

Il quotidiano cattolico Avvenire sta facendo a questo proposito una intensa e coraggiosa campagna di informazione e di denuncia stimolato dalle continue parole di Francesco, dalle prese di posizione di molte associazioni cattoliche, di parecchi vescovi e di tante semplici persone sbigottite di fronte a quel misto di cattivismo, irrazionalità e superficialità che ha portato alla diminuzione dei fondi per l’accoglienza e l’integrazione dei migranti, all’impossibilità di “riportarli indietro”, all’indifferenza verso le condizioni disumane in cui versano nei lager libici e all’isolamento dell’Italia  in Europa quando ci sarebbe assoluto bisogno di alleati per una gestione collettiva del fenomeno.

In questi giorni, in diversi classi, ho iniziato la lezione mostrando un video che compariva nella home page di Avvenire, dal titolo “Anime come pacchi postali”. Se lo si cerca di youtube lo si trova ancora. In meno di 10 minuti si descrive la chiusura del CARA di Castelnuovo del Porto e la deportazione in altri centri non specificati degli ospiti tra cui bambini che frequentavano la scuola del territorio.

Spesso ho lasciato che le immagini, le parole e la musica del video fossero ascoltate senza far seguire nessun commento. Non c’è bisogno, il testo di Pino Ciociola è eloquente ed efficace.

Mi auguro solo che fra qualche anno non ci troviamo a istituire un’altra Giornata della Memoria per ricordarci dei lager libici, delle migliaia e migliaia di morti nel Mediterraneo, dei migranti usati come arma di distrazione di massa.   

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